Irlanda 2016

21 agosto 2016

6/21 Agosto 2016 Irlanda

I Santi in contromano

Eccomi qua a raccontare una storia basata su fatti realmente accaduti sulla nostra pelle.

Inutile dirvi che il mio sentimento verso questo viaggio in terra misteriosa mi ha spinto a scrivere queste righe nella speranza di farvi venire voglia di scoprire, a cavallo di una moto, questa piccola isola dal paesaggio senza tempo.

Parliamo di 20 Harley rombanti, 28 prodi avventurieri e 3 donne sicure alla guida.

Tutti uniti per affrontare 5500 km,  di cui 2500 in contromano.

Bene, che la storia abbia inizio.

Era il 6 Agosto quando ci siamo radunati a Brescia per iniziare questa nuova entusiasmante avventura.

Impavidi abbiamo trascorso i nostri primi due giorni di viaggio tirando al massimo le nostre moto per percorrere i primi 1000 km che ci dividevano dalla meta: il famigerato traghetto per attraversare l’Atlantico.

Imbarcati appena in tempo, l’oceano ci ha accolto e trasportato sopra le sue lunghe onde, trasmettendoci fin da subito la sua forza.
Solo qui abbiamo capito che il gioco si faceva serio: l’emozione per l’ignota Irlanda si percepiva nell’aria salata e umida.

Scesi in terra ferma è stato subito amore a prima vista: l’avevamo sognata e studiata per mesi, eravamo desiderosi di viverla profondamente, ed ora la toccavamo con mano.

Sbarcati a Rosslare abbiamo respirato a fondo per godere della sua fresca e profumata aria.

Con la visiera alzata e il sole in faccia, raggiungiamo il faro di Hook Head, il più antico d’Europa, attraverso una penisola frastagliata, selvaggia e indomita; sentiamo la furia delle onde del mare che s’infrange sulle rocce e il vento sibila.

Entriamo subito nel vivo dell’isola, accolti da un piccolo borgo di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato. E’ pura magia per noi.

La mattina seguente montiamo in sella non più tardi delle 8: non c’è tempo da perdere.
Con il cielo azzurro ci dirigiamo verso il famoso Ring of Kerry: un susseguirsi di curve spettacolari e di splendidi panorami catturano i nostri occhi. E’ un anello di 200 km che attraversa la tipica campagna verdeggiante con meravigliosi panorami sul paesaggio costiero.
Quello che rende speciale questo giro è il profondo senso di libertà e di contatto con la natura che sentiamo. I nostri occhi brillano.

Conosciamo fin da subito gli abitanti del luogo e restiamo profondamente colpiti.
Hanno un’innata cordialità e abbiamo subito sentito il loro più caldo benvenuto. Spontaneamente ci parlano e ci insegnano come avventurarci nella loro terra.
Grazie ad una piacevole chiacchierata con un indigeno, abbiamo scoperto Valentia Island, larga solo 3 km e lunga 11, la terra abitata più occidentale d’Europa.
Ricordo benissimo la serata irlandese del 10 Agosto a Listowel: siamo entrati nel nostro primo pub e il sorridente proprietario ha improvvisato una calorosa festa di compleanno, con tanto di musica, torta e candeline, per il nostro amico Maurizio. Incredibile sentirsi così a casa in terra straniera!

Il giorno seguente una nuova scoperta: la penisola di Dingle con i suoi paesaggi selvaggi e ancora quasi completamente incontaminati. E’ un angolo ai confini del mondo.

La spiaggia di Dingle non ce la scorderemo mai: i biker più esperti hanno scatenato la loro folle voglia di correre in Harley sulla sabbia a filo oceano!
Fantastica l’emozione di libertà che si leggeva nei loro volti!
E’ stato un momento unico, da brividi sulla pelle.

Il vero clima irlandese non tarda ad arrivare: pioggia nebulizzata sulle magnifiche scogliere di Moher, uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti d’Irlanda.

Il giorno successivo è una lunga traversata on the road tra la Connemara, Dogs Bay, Kylemore Abbey e Sligo fino ad arrivare al fiordo di Letterkenny e trascorrere la notte presso un bellissimo Golf Club affacciato sul mare.

Arrivati al Nord continuiamo il nostro viaggio lungo la Wild Atlantic Way: la strada costiera più lunga e spettacolare d’Europa con i suoi 2500 chilometri ininterrotti di magnifici paesaggi, in cui si alternano meravigliose scogliere, incantevoli porticcioli, spettacolari spiagge di sabbia bianca, insenature profonde e villaggi pittoreschi.

Sostiamo per qualche ora per camminare alla scoperta delle Giant’s Causeway, più di 40000 antichissime colonne di basalto esagonali emergono dal mare in stranissime composizioni.

Proseguiamo il viaggio alla ricerca della fiabesca galleria formata da giganteschi faggi piantati del settecento dagli Stuart. The Dark Hedges è uno degli angoli più fatati e infestati dai fantasmi d’Irlanda: un intricato viale di faggi dall’aria misteriosa e spettrale!

Quando arriviamo a Belfast la sterlina ci fa notare bruscamente un forte cambiamento: non ci sono più sorridenti irlandesi ma seriosi inglesi.
Una giornata dedicata alla scoperta della città è d’obbligo.
Grazie al conducente di un black taxi scopriamo la storia e le atrocità subite dai cattolici lungo il tour delle bombe e dei proiettili, del dolore e della morte.
Restiamo letteralmente senza parole di fronte al muro che divide i protestanti dai cattolici, muro sorvegliato dalla forza dell’ordine e che ogni sera si chiude alle 21.00, ancora oggi.

L’indomani raggiungiamo la capitale: Dublino è storia, musica, birra, cultura e cambiamento. Tornano i visi sorridenti degli irlandesi. Visitiamo la fabbrica della Guinnes, la distilleria Teeling Whiskey e trascorriamo un’alcolica serata al Temple Bar, mangiando ostriche e cantando Whiskey in the Jar.

 

Difficile è salutare l’Irlanda.
Selvaggia, spettacolare, toccante e misteriosa.
Flora e fauna, storia e arte, tradizione e avventura, musica e cultura.
Sola contro la furia dell’Atlantico e degli invasori.
Esempio di lotta per la libertà.
L’Irlanda ci ha catturati nella sua rete di emozioni e poesia, di storia passata e recente, di dolore e odio.
L’Irlanda non ci lascia più andare via, legandosi al nostro cuore con una catena infrangibile.

 

Il racconto è finito e il nostro viaggio è giunto al termine.
Ora si torna a casa e, salutandoci, facciamo un profondo respiro di grande soddisfazione.
Sentiamo già la mancanza di tutti.
Per un lungo tempo racconteremo la nostra storia in contromano.

Ora non mi resta che ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato nell’organizzazione e nella gestione del viaggio.
Mi complimento con tutti i partecipanti perché sono stati davvero bravi biker ma soprattutto grandi uomini.
Abbiamo vissuto un viaggio legati dalla stessa passione e questi ricordi resteranno nel nostro cuore.
Noi, compagni di viaggio, legati dalla strada percorsa insieme.

Dulcis in fundo, dedico questo testo al presidente, Matteo Lorenzi, ringraziandolo a nome di tutti noi per averci fatto vivere una grande avventura.

Quando ripartiamo? …è l’inizio di una nuova storia.

 

Michela Iky Mia Zin

 

#isantidibrescia #irlanda #hd #harley

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