RUSSIA 2014

2 agosto 2014

“ Volevo provare i confini della realtà, volevo vedere a che punto potevo arrivare. Tutto qui, solo curiosità.”

Questa famosa citazione di Jim Morrison mi sembra perfetta per descrivere l’avvincente run che i Santi hanno recentemente intrapreso con destinazione “Russia”.

Alcuni numeri per comprendere le dimensioni dell’evento:

• 7300 km percorsi in 19 giorni;
• 12 nazioni attraversate (Italia, Austria, Ungheria, Polonia, Bielorussia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca);

• 15 capitali o città visitate;
• 23 simpatici bikers;
• 17 moto di cui 13 Harley, 2 BMW, una MV Augusta Brutale e una Honda Goldwing.

Il run è stato pianificato per raggiungere in 6 giorni la capitale russa, con una media di 500 km/gg attraversando l’Austria, la Slovenia, l’Ungheria, la Slovacchia, la Polonia, la Bielorussia e la Russia.

Dopo una sosta di alcuni giorni tra Mosca e San Pietroburgo, si ritorna attraversando le 3 Repubbliche Baltiche, raggiungendo la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria ed infine l’Italia. In sintesi una sfidante avventura tra Europa dell’Est e Russia, alla scoperta di nuove culture, tradizioni ed ambienti.

Le preoccupazioni alla partenza erano grandi per tutte le difficoltà che avremmo dovuto affrontare: i passaggi alle frontiere con la Bielorussia e la Russia, l’alfabeto cirillico delle lingue slave, lo stato delle strade da percorrere, le lunghe distanze delle diverse tappe, le condizioni climatiche, l’adeguatezza dei documenti di viaggio, la consistenza del gruppo di bikers, gli imprevisti tecnici delle moto…Insomma 1000 timori alla partenza, ma 1000 soddisfazioni all’arrivo!!

E così con un po’ di ansia nel cuore e l’entusiasmo alle stelle, siamo partiti di buon mattino da Brescia con l’ormai collaudata formazione che vede Teo in testa con cartine e navigatore, Claudio di fianco a supporto, le 2 Ladies Miky e Vitto, tutti i biker a seguire e le scope Pier ed Ege che chiudono il gruppo.

Dietro di loro, Roby alla guida di un furgone Sprinter Mercedes targato Romania, pronto a prestare soccorso in caso di necessità.

Dopo i primi 3 giorni di viaggio, in un alternarsi climatico di sole ed acqua, e durante i quali visitiamo le città di Graz in Austria, Budapest in Ungheria e Lublin in Polonia, arriviamo alla frontiera per l’ingresso in Bielorussia, dove verifichiamo di persona in cosa consiste l’onerosa ed inefficiente burocrazia fatta dalla compilazione e dal controllo di documenti. Dopo aver atteso 2 ore sotto il sole a 35°, un poliziotto ci ha ritirato i passaporti e sono iniziate le procedure di verifica dei libretti delle moto, concluse dopo 3 ore, a cui deve essere aggiunta un’altra ora per la predisposizione del telepass per il furgone.

In totale 6 ore per entrare in Bielorussia!! E dopo questa estenuante attesa, in un ambiente governato da rigide prassi e da arroganti poliziotti, una tromba d’aria, un violento temporale ed una giovane interprete ci hanno accompagnato fino a Minsk, capitale della Bielorussia.
Questa città conserva l’austerità e il rigore del suo passato, a cui ha aggiunto un tocco di modernità ed in cui le tipiche bellezze femminili la fanno da padrone.

Ormai l’agognata meta è vicina ed il giorno successivo arriviamo a Mosca, con il cuore che esplode dalla gioia. Ce l’abbiamo fatta!! Un applauso a tutti, ma soprattutto alle 2 Ladies che con caparbietà e determinazione hanno saputo affrontare con successo i primi 3000 km!

Inutile descrivere il traffico caotico che abbiamo incontrato sulle tangenziali di accesso alla città, accompagnati da una fitta pioggia; l’unico desiderio è di raggiungere l’hotel e di dedicare alcuni giorni alla conoscenza della città. Saranno giorni indimenticabili che resteranno a lungo nei ricordi di tutti noi.

Non ci facciamo mancare nulla: la visita culturale del cuore storico e spirituale della città con una guida locale, il concerto domenicale con banda e cavalli al Cremlino, la parata in città al tramonto scortati dai Bikers Brothers di Mosca (da brivido!!) per raggiungere il famoso night club “The Artist”, la serata in un lussuoso ristorante russo che raggiungiamo con un hummer limousine da 20 posti (unico!!) e dove gustiamo eccellenti specialità russe accompagnate da jack e coca, danzatrici del ventre, prestigiatori e cantanti. Un’esperienza indimenticabile!!

Uno spettacolo che ci ha emozionato, soprattutto se ammirato di notte, è stata la Piazza Rossa dominata dalla Cattedrale di San Basilio, simbolo per eccellenza della Russia e magico caleidoscopio di forme e colori. Nessuna foto riesce a rendere efficacemente la bellezza di questa folle costruzione!!

Lasciamo Mosca e ci dirigiamo verso San Pietroburgo, seconda capitale artistica della Russia. La strada (un eufemismo!!) che percorriamo di circa 800 km, è un susseguirsi continuo di vecchi e puzzolenti Tir che viaggiano a passo d’uomo inquinando l’atmosfera, le case ai bordi sono fatiscenti baracche di legno con i tetti in lamiera, l’aria è intrisa di smog e di polveri sottili, gli asfalti sono sconnessi e pieni di buche, la campagna è incolta ed abbandonata. Al di fuori delle grandi metropoli, assistiamo ad uno spettacolo di forte degrado ed abbandono. Arriviamo a destinazione con i visi sporchi, gli abiti impolverati e un po’ di tristezza nel cuore.

San Pietroburgo si presenta ai nostri occhi bella, complessa ed autoritaria, ci seduce con le sue facciate monumentali, i prestigiosi musei statali, le guglie scintillanti e le cupole dorate.

Un panorama suggestivo visto anche, al calar della sera, da un’escursione in battello sul fiume Neva. Un meraviglioso gioco di luci ed ombre ci avvolge lasciandoci piacevolmente sorpresi!!

La stanchezza comincia a farsi sentire, siamo quasi a metà del viaggio e la ripartenza dopo alcuni giorni di riposo risulta difficile e faticosa, ma non si può demordere! Il gruppo è felicemente unito e sempre più focalizzato a divertirsi e a trovare motivi di ilarità. Diventa quasi un leitmotiv quotidiano la comunicazione del Teo che dice: “Domani mattina partenza ore 8 “colazionati” !! La tappa è almeno di 500 km di strade panoramiche e statali!! Vedremo ….”

Tutto ciò si traduce in sveglia alle ore 6,30, carico delle borse in moto, colazione e partenza con la previsione di raggiungere la nuova destinazione solo verso sera. Ormai un’abitudine dopo più di 10 giorni di viaggio.

L’uscita dalla Russia è accolta da tutti con grande soddisfazione, siamo ritornati nella Comunità Europea dove è usato l’alfabeto latino a noi famigliare, dove l’aria ritorna respirabile, dove la cordialità e il rispetto dei clienti sono perseguiti. Siamo in Estonia che è riuscita a liberarsi dall’egida sovietica per entrare in Europa. Bellissima la capitale Tallin dall’aspetto medioevale con le tipiche case anseatiche ed unico nel suo genere il Parco Nazionale di Lahemaa dove nidificano diversi tipi di uccelli, tra cui i cigni bianchi e le gru. Qui nel mar Baltico, nel rispetto di una consolidata tradizione, alcuni coraggiosi Santi fanno il bagno in un’acqua dolce, fredda e poco profonda.

Il viaggio prosegue nelle altre due Repubbliche Baltiche, Estonia e Lituania, ognuna singolare nella sua tipicità, mentre la temperatura gradualmente diminuisce fino a raggiungere i 15° e la pioggia ci accompagna ogni giorno per decine di chilometri.

Il morale dei Santi è comunque sempre alto, l’originalità del viaggio che ogni giorno ci fa conoscere realtà diverse ci permette di superare la stanchezza fisica; le strade si susseguono in un’alternanza di sterrati, tratti in rifacimento, nuovi asfalti.

Al netto di qualche inconveniente tecnico, le moto reggono bene lo sforzo che quotidianamente devono affrontare. La moto di Alfiero, ferma dal confine con l’Austria, viene riparata a San Pietroburgo per la rottura della puleggia, il faro e le frecce posteriori della cross bones del Teo vanno in corto ed una fumata nera segnala la loro fine.

In Polonia, visitiamo Varsavia, la bellissima Cracovia e la miniera di sale di Wieliczka, uno strano e misterioso mondo sotterraneo fatto da gallerie e camere, dove tutto è stato scavato a mano nei blocchi di sale. Abbiamo camminato 3 ore (!) scendendo ad una profondità di circa 130 m per scoprire spazi trasformati in chiese, saloni per concerti, ristoranti, …

Toccante e sconvolgente è stata la visita del campo di stermino di Auschwitz- Birkenau, dove si è svolto il più grande genocidio della storia umana. Un atto necessario per comprendere fino in fondo l’orrore dell’Olocausto e i nostri visi sempre sorridenti diventano improvvisamente tristi e pensierosi quando varchiamo il famigerato cancello sormontato dalla celebre scritta tedesca: Arbeit Macht Frei (Il lavoro rende liberi).

Ormai il viaggio volge al termine e prima dell’arrivo a Villach in Austria, la Goldwing di Daniele, massimo esempio di avanzata tecnologia, decide di fermarsi e di non ripartire più. Ironia della sorte, è stata l’unica moto che durante l’intero viaggio ha ricevuto ogni giorno la massima attenzione e cura da parte del proprietario!!!

Ed ora un pensiero personale per il Teo: una prestazione straordinaria di elevata qualità quale l’organizzazione e la conduzione di questo originale run richiede di essere premiata con una modalità speciale. Da parte di tutti noi una standing ovation e la consegna ideale dell’Academy Award for Best Run ovvero della statuetta dorata per il miglior evento organizzato. Complimenti!!
Un apprezzamento particolare deve essere rivolto anche alle 2 Ladies Miky e Vitto che, alla guida delle loro Street Bob, hanno affrontato con determinazione l’intero viaggio, senza mai perdere il buonumore ed il sorriso. Brave anzi bravissime!!

E’ tempo di salutarci e di ringraziare tutti per aver reso straordinario questo run.
Grazie a Teo e Miky, Enzo e Rosanna, Giusy e Gianni, Angelo 1, Angelo 2, Alceste, Daniele, Mauri, Alfiero, Gabriele, Roby, Mario, Pierre e Leticia, Claudio e Baby, Nicoletta e Michele, Vittoria ed Egidio.

Arrivederci alla prossima avventura! FIERI DI ESSERE SANTI!

Vittoria Ferrari

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